lunedì, 13 settembre 2021

La STORIA

Lungo la pianura 'Vagnara'ora parte del territorio comunale di S. Salvatore Telesino, e a metà strada con l'attuale centro di Telese, sorgeva anticamente la città di Telesia. Fu una città ricca ed opulenta, ebbe un teatro, un circo, il foro, le terme, ed una propria moneta con cui attendeva ai traffici ed al commercio con i popoli limitrofi. Sono ora visibili i resti delle mura che circondavano la città, mentre restano poche tracce delle abitazioni che erano costruite ad una certa distanza all'interno del muro. Un insieme di torri, alcune rotonde altre poligonali, erano poste simmetricamente lungo tutto il percorso dell' opus reticulatum. Esse erano più numerose nei punti in cui si aveva una minore difesa naturale e quindi si rendeva necessaria una maggiore fortificazione. Lungo la cinta muraria si aprivano quattro porte principali ed alcune secondarie. Telesia era quindi attraversata da una parte all'altra dalla via Latina e questa, lungo tutto il suo percorso, era formata da grossi lastroni di selce. Le piazze di Telesia erano lastricate allo stesso modo, mentre le strade interne della città erano in pietra viva di minore dimensione. In alcuni punti poi, come lungo la strada che conduce all'Anfiteatro, ancora oggi è possibile ammirare una pavimentazione in ceramica a piccolissime mattonelle quadrate di circa due centimetri di lato, dai colori variopinti. 
Dopo la caduta dell'Impero romano inizia per la valle telesina la sua storia di soggezioni e sottomissioni: è un continuo succedersi di rovine, saccheggi, distruzioni. Allorché i Barbari invasero l'Italia, Telesia venne conquistata dai Goti e successivamente divenne dominio dei Longobardi i quali vi regnarono per oltre cinque secoli: è nel periodo longobardico che Telesia torna a vivere il terribile destino di città martoriata, ma sempre capace di rinascere dalle ceneri.
Con i Longobardi Telesia divenne sede di Gastaldo. Arrivarono poi i Saraceni e nell'anno 847 Massar, capitano dei Saraceni venuto in aiuto a Radelchi Principe di Benevento, cinse d'assedio Telesia e la fece capitolare dopo aver tagliato la conduttura dell'acquedotto. Subito dopo la città dovette subire i danni di un terremoto, ma nell'anno 860 Seodan, principe dei Saraceni, la distrusse completamente; un altro terremoto seguì subito dopo e gli abitanti superstiti, solo due anni dopo, decisero di edificare una nuova città. Nel XI secolo, con l'avvento dei Normanni, Telesia fu distrutta in conseguenza delle contese tra Re Ruggero di Sicilia ed i Conti Normanni; gli abitanti furono costretti ad edificare altre cittadine nei dintorni: sorsero Cerreto e Massa Superiore, la quale fu costruita in alto, sulla collina di S. Salvatore ora denominata 'La Rocca'. I Sanframondi costruirono sulla collina un castello che divenne loro feudo e si chiamò 'Rocca Nuova'. Anche la borgata di Guardia, che si chiamava 'Vicus S. Fremundi', venne fortificata dai normanni e per la sua posizione elevata quasi a guardia della valle, fu chiamata Guardia Sanframondi. Telesia risorse di nuovo, ma venne completamente distrutta dal terremoto del 1349: alle falde di Monte Pugliano si squarciò la roccia e in più punti iniziarono a zampillare fiotti di acqua solfurea. Nel 1303 poi Bartolomeo Siginolfo, nominato Conte da Re Carlo II, fu signore di queste terre e venne chiamato 'Il Conte di Telese'. Il feudo di Telese passò quindi a Pietro Gaetano Della Ratta dei Conti di Caserta e nel 1334 vi troviamo Francesco Monsorio il quale possedeva Telese, nonché il Casale di Pugliano, il Casale di S. Salvatore, il Casal-Venere ed alcuni vassalli in Solopaca. 
Anche Telese rammenta la sua Cattedrale che ebbe origine verso la metà del X secolo. La Cattedrale era intitolata alla SS. Croce in un primo momento, ma allorchè venne riedificata fu chiamata S. Maria Della Trinità. Rimane in piedi una torre con base rettangolare da cui si può dedurre l'epoca della costruzione che fu quasi certamente medievale normanna. Per notare un certo risveglio nella valle telesina bisognerà attendere gli anni successivi al 1806 quando, con l'abolizione della feudalità, la vita sembra di nuovo movimentarsi: sorgono nuove attività, si intrecciano nuovi commerci e le relazioni sociali diventano più libere. Si comincia a capire l'importanza e le possibilità curative delle acque solfure di Monte Pugliano anche perhè gli studiosi, dopo accurate analisi, giungono alla conclusione che esse non sono affatto dannose. Nel 1822 nasce l'idea di costruire uno stabilimento termale ed alcune Imprese approntano dei progetti; dalla Francia arriva un ingegnere, studia le acque, prospetta opere di bonifica della valle telesina. Inizia una contesa tra i Comuni di Solopaca, S.Salvatore e Telese e dopo alterne vicende, si giunge nel 1938, periodo fascista, alla stipula di un accordo tra i due comuni interessati, in base al quale il Comune di S. Salvatore cedeva di fatto al Comune di Telese tutti i diritti sulle sorgenti. La lunga vertenza tra i comuni interessati durò fino al 1952 allorchè si giungeva ad un accordo bonario cui seguì, nel 1957, la costituzione di un 'Consorzio'. Intanto, nelle more del lungo giudizio, l'Impresa Minieri, nel 1876, aveva ottenuto in concessione il suolo e le sorgenti oggetto della contesa, per cui nell'anno 1883 avveniva l'apertura dei nuovi e moderni stabilimenti termali diretti dal Sig. Eduardo Minieri; poco dopo sorgeva, sulle pendici del Monte Pugliano, il 'Grand Hotel Minieri' che fu considerato uno dei più prestigiosi d'Italia. Da quel momento la zona assume un aspetto prevalentemente turistico, specie in estate è un accorrere di persone dai vari paesi della Campania e della Puglia: il treno speciale che, d'estate, collegava le terme con Napoli, arrivava colmo di bagnanti. In quegli anni non esisteva ancora Telese, che diventerà Comune a sé soltanto nel 1934
 
LUOGHI DA VISITARE
 
Gli imponenti resti della medioevale torre campanaria costruita con materiali dell'antica Telesia, l'antica cattedrale, il parco delle Terme ed ai margini del centro urbano, il lago di Telese suggestivo specchio d'acqua e punto d' incontro per gli amanti della natura.