ELENCO :: I BORGHI :: MOLISE :: TORO

LA STORIA

Toro (588 m s.l.m.) è un comune molisano di 1.271 abitanti (01/01/2021 – Istat), situato lungo la Valle del fiume Tappino, nella provincia di Campobasso, da cui dista 10 km ca. Benché ubicato nel cuore dell’antico Sannio Pentro e il suo territorio sia testimone di diverse documentazioni archeologiche di epoca sannitica prima, romana dopo, le origini dell’abitato possono essere individuate presumibilmente intorno al IX-X secolo, all’interno di quel nuovo processo d’inurbamento che, a seguito della grave crisi dell’insediamento rurale, diede vita a numerosi villaggi nucleati di sommità tra la fine del mondo classico e il Medioevo. Un nuovo sviluppo urbano che vide pienamente coinvolta anche la Valle del Tappino, la quale, essendo parte integrante del ducato longobardo di Benevento e spazio strategicamente rilevante come terra di frontiera con i domini bizantini di Puglia, fu sede di diverse costruzioni di carattere militare. Infatti, proprio ai piedi di una preesistente torre di avvistamento longobarda, edificata con la tipica forma a pianta quadrata, sulla sommità di uno sperone tufaceo e corrispondente all’attuale torre campanaria, si sarebbe sviluppato nel tempo l’originario borgo di Toro, il cui abitato fortificato si estendeva seguendo l’andamento parallelo di due anguste strade che collegavano l’area antistante la torre con l’unica, originaria e non più esistente, porta di accesso al castrum, a sud e adversus all’antico bastione. La prima documentazione scritta riportante il nome del nostro borgo è attestata in un diploma di donazione del Castellus Tori a favore del monastero di S. Sofia di Benevento, in data 1090. Nel corso della sua millenaria storia, Toro si è tanto caratterizzato sotto l'aspetto culturale, grazie anche alla bontà dei suoi insegnanti privati, da essere conosciuto nell’Ottocento come Atene della Valfortore.
 
LUOGHI DA VISITARE
 
Centro storico: da Piazza Luigi Alberto Trotta, dove si possono ammirare l’elegante scalinata a due rampe semicircolari e la facciata della Chiesa madre del Santissimo Salvatore, il Monumento ai Caduti di tutte le guerre, tra i primi eretti in tutto il territorio nazionale, e Palazzo Trotta, al cui interno è custodito un prezioso fondo librario; il centro storico si adagia in leggera pendenza verso sud fino a Piazzetta San Rocco. L’abitato, raccolto in tre file di case che seguono le due stradine principali e parallele, Via di Sopra e Via di Sotto, è intersecato da ripide e caratteristiche viuzze a scalini denominate “rue”, tra queste, per la sua dimensione estremamente ridotta, merita una menzione particolare la “Rua della Scimmia”. 
Chiesa del Santissimo Salvatore: più volte riedificata nel corso dei secoli, il tempio è costituito da una grande navata centrale e due laterali, sorrette da dieci colonne in muratura, e da quattro cappelloni laterali (San Michele, San Nicola e San Mercurio), quello originariamente dedicato alla Vergine Addolorata è stato adattato nel tempo ad altra funzione. Dal punto di vista artistico, al suo interno possono essere ammirate una tavola di fine Cinquecento, collocata dietro l’altare maggiore, raffigurante la Madonna tra San Francesco e San Nicola, di Giovan Vincenzo d’Onofrio detto il Forlì, e una scultura lignea di inizio Settecento della Madonna del Rosario, di Carmine Latessa. L’edificio è custode inoltre, di tre manufatti di carattere archeologico: un’interessante scultura medievale, caratterizzata da una raffigurazione in bassorilievo breitling replica rappresentante una scena venatoria, e da una base costituita da un riadattata iscrizione funeraria romana in pietra del II sec. d.C.; due basi di pietra, di forma triangolare, raffiguranti probabili creature marine, le quali meritano, in futuro, un preciso e approfondito studio di carattere storico-archeologico.


Convento di S. Maria di Loreto: adagiato dal 1592 nella parte più alta extra moenia il borgo antico, l’imponente edificio religioso, condotto dai Frati Minori Osservanti, ha rappresentato, nel tempo, uno dei luoghi più importanti per la popolazione torese. Tra le opere d’arte conservate nell’edificio monastico è possibile ammirare la statua quattrocentesca della Madonna della tenerezza; il settecentesco Crocifisso ligneo di Carmine Latessa; il dipinto raffigurante San Nicola di Bari e di altri quattro santi, datato 1657, opera di Nicola Felice; la tela settecentesca di Ciriaco Brunetti La Madonna intercede presso Cristo per fermare una carestia; una tela di grandi dimensioni datata 1727 della Madonna di Loreto, donata da Papa Benedetto XIII (Vincenzo Maria Orsini), che spesso, da arcivescovo di Benevento e padrone spirituale e feudale di Toro, amava soggiornare nel convento, dove aveva posto la sua “prediletta stanza”. Particolarmente interessante è il ciclo di affreschi posizionati lungo le pareti del chiostro, i quali, realizzati negli anni Venti del Settecento da Bartolomeo Mastropietro, raffigurano scene di vita francescana. 

Museo della Civiltà Contadina: ospitato nei locali della cantina del B&B “Cola Fasciano”, in via Sotto le Case, il museo di Vincenzo Colledanchise rappresenta un’interessante testimonianza sugli usi e le tradizioni della civiltà contadina meridionale. Una rara e copiosa collezione formata da centinaia di utensili, attrezzi da lavoro, abiti d’epoca, santini, oggetti e statue di pietà popolare.
 
Tradizioni e nuove peculiarità

Pasquetta: è un canto augurale intonato da diversi cori suddivisi in voci femminili e maschili che, nella notte della vigilia dell’Epifania, narra la visita dei Re Magi a Gesù Bambino. I cantori, accompagnati da svariati strumenti musicali, intonano il loro primo canto in Piazza del Piano, per proseguire davanti le chiese del paese e davanti le case di amici e parenti, che offrono loro un banchetto di ringraziamento. La devozione termina il mattino dell’Epifania, quando il canto è ripetuto un’ultima significativa volta durante la celebrazione della prima messa nella chiesa del convento, per accompagnare il tradizionale bacio del Bambino.
Fuochi di S. Antonio: ancora molto sentita è la tradizione di accendere, lungo le vie del paese, nella prima tredicina di giugno, dei fuochi in onore di S. Antonio da Padova. Il falò, così come l’antico focolare domestico, riunisce attorno a sé molti degli abitanti del vicinato sia per recitare delle preghiere in onore del Santo sia come momento di aggregazione comunitaria. Nel corso della tredicesima e ultima serata viene acceso il fuoco più imponente, attraverso il quale viene bruciata una massiccia catasta di legna e ginestre e alla cui tag heuer replica sommità viene deposto un fantoccio di pezze e stracci, detto la Bamboletta. Alla luce e al crepitio del fuoco, la tradizione termina con la consumazione di un lauto banchetto.
Convitto di San Rocco: così come quello dedicato a San Giuseppe, il convitto nasce come occasione, da parte di diverse famiglie comuni toresi, di offrire ai più poveri, il giorno della ricorrenza dei Santi, un lauto e sostanzioso pasto, composto da numerose e abbondanti pietanze. Questa tradizione, oramai quasi del tutto scomparsa, è mantenuta viva grazie alla Tavola della Solidarietà, una manifestazione organizzata dalla volontà e passione di una Associazione locale, la quale ogni 16 di Agosto, giorno della festa di S. Rocco, ripropone l’intero menù della tradizione a tutti coloro ne vogliano usufruire. Nel rispetto della tradizione e della devozione al Santo, parte del ricavato è destinato a interventi in favore dei più bisognosi.
 
Toro “Città del Vino”: considerato da sempre un territorio ad alta vocazione viti-vinicola, dal 2019 Toro è entrata a far parte della prestigiosa Ass.ne “Città del Vino”. In questo ambito specifico, grazie all’opera della “Cantina Herero”, la prima cantina urbana d’Italia, capace di produrre vini di alto prestigio nel panorama nazionale, è stato possibile valorizzare e promuovere non solo il territorio di Toro, sede del vigneto “eroico”, ma dell’intero Molise. Una realtà vinicola tecnologica fondata sulla valorizzazione del territorio, dove le tradizionali tecniche di coltivazione si coniugano con la ricerca per l’innovazione e la sostenibilità ambientale, la cui produzione di Tintilia, antico vitigno autoctono molisano, sta riscuotendo numerosi attestati di eccellenza e premi di caratura internazionale, tra cui i prestigiosi premi:
- “San Mercurio”, Annata 2019: Concorso enologico Nazionale “Douja d’or” – Asti 2019; 3 stelle Guida Vini Buoni d’Italia 2022 - Touring Club Italia
- “Herero”, Tintilia del Molise DOC, Annata 2016 - 15% Vol.: Gran Medaglia d’oro al 28° Concorso Enologico Internazionale “Mondial des Vins Extrêmes” 2020 (unica Gran Medaglia d’Oro per un vino rosso italiano); Medaglia d’oro al Concorso Enologico Internazionale AWC Vienna 2020; “La Corona”, massimo riconoscimento della Guida Vini Buoni d’Italia 2021 - Touring Club Italia. 
- “Primaclasse”, Tintilia del Molise DOC, Annata 2016 - 16% Vol.: Medaglia d’oro al Berliner Wein Trophy 2021; Medaglia d’oro al Portugal Wine Trophy 2021; Medaglia d’oro al Concorso Enologico Internazionale “Challenge International du Vin” 2021 di Bordeaux; Medaglia d’oro al 29° Concorso Enologico Internazionale “Mondial des Vins Extrêmes” 2021; Medaglia d’oro al Concorso Enologico Internazionale AWC Vienna 2021; Silver Medal al Concorso Enologico Internazionale “Sakura Awards” 2021 in Giappone; The Wine Hunter Award 2022 - Gold; 4 stelle Guida Vini Buoni d’Italia 2022 - Touring Club Italia. 
- “Herero.16”, Tintilia del Molise DOC, Annata 2016 - 16% Vol.: Medaglia d’oro al Berliner Wein Trophy 2021; Medaglia d’oro al Portugal Wine Trophy 2021; 4 stelle Guida Vini Buoni d’Italia 2022 - Touring Club Italia 
- “Don Peppe”, Molise Rosso DOC – Annata 2015 - 15,5% Vol.: Medaglia d’oro al Berliner Wein Trophy 2021; Medaglia d’oro al Portugal Wine Trophy 2021; Medaglia d’oro al Concorso Enologico Internazionale “AWC Vienna” 2020; 4 stelle Guida Vini Buoni d’Italia 2021 - Touring Club Italia
- “La Buonaluna”, Molise Falanghina DOC – Annata 2020 - 13% Vol.: Seal of Approval Concorso Enologico Internazionale AWC Vienna 2021; The Wine Hunter Award 2022 - Rosso.

Toro “Borgo della Lettura”: dal giugno 2021 Toro è entrato a far parte anche del circuito dei Borghi della Lettura, un “progetto incentrato sulla tutela del patrimonio culturale di comuni poco conosciuti che vuole mettere in rete, seguendo il filo rosso della letteratura”. La comunità torese ha deciso di farlo in maniera accattivante, con il progetto TexTure, attraverso il quale chiunque arrivi nel nostro borgo potrà avere accesso gratuitamente a una collezione, equamente distribuita e posizionata in appositi box collocati all’interno dei tre bar esistenti in paese, di oltre 500 fumetti di Tex Willer, dagli anni ’60 fino agli anni 2000. Toro “il paese di Tex”, dove curiosi e appassionati di fumetti, potranno venire a scoprire la nostra ospitalità, le nostre peculiarità culturali, storiche, artistiche ed enogastronomiche, condividendo una buona lettura con un sano arricchimento dello spirito.