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LA STORIA

Il centro storico sorge su di un promontorio circondato per tre lati da ripe scoscese. L'accesso è possibile attraverso antiche porte ad arco (Porta S. Maria, Porta S. Pietro, Porta S. Angelo) che racchiudono l'antico borgo ed indicano dove finiva il paese nel Medioevo. Il pianoro abitato, così delimitato, è percorso da una rete viaria abbastanza regolare, facente capo a quattro assi principali sui quali si innescano, ortogonalmente, una serie di strade minori, che definiscono isolati rettangolari allungati.
Di tanto in tanto, lungo le direttive principali, si aprono diverse piazzette tra le quali Largo Vittoria che è la più grande dell'antico tessuto urbano: l'asimmetria e la spaziosità che la caratterizzano derivano dalla particolare situazione in cui si è formata. Un tempo, infatti, vi sorgeva l'antica chiesa di S. Pietro, che venne distrutta irrimediabilmente dal terremoto del 1805 e di cui rimangono a testimonianza i due leoni stilofori posti sul basamento della croce; ristrutturata solo nel 1945, si trova ora al centro della piazza.
Nell'angolo sud-ovest del nucleo abitato sorge il palazzo signorile. Il succedersi degli accadimenti ed il fardello impietoso degli anni non hanno del tutto stravolto l'originale terrapieno ed il loggiato aereo di ordine toscano tardo-rinascimentale. Dal Medioevo fino al periodo borbonico, la storia di Frosolone è legata al succedersi di signorie e baronie, di dignitari e signorotti che si avvicendarono nel possedimento delle sue terre senza, tuttavia, dimorarvi stabilmente. Ricordiamo, in ordine cronologico, i più importanti: i conti Borrello (sec. X), i signori D'Evoli (sec. XIV), i Marchesano (sec. XVI), i Carafa (sec. XVIII), i principi di Leporano (sec. XVIII).
 
LUOGHI DA VISITARE
 
Tra gli edifici dedicati al culto, particolare rilievo assume la Chiesa di S. Maria Assunta, risalente al secolo XIII e più volte restaurata a seguito dei terremoti del 1456 e del 1805. L'interno è a croce latina, a tre navate separate da pilastri, di cui la centrale coperta a volta, con cupola ribassata sulla crociera. Notevoli le tele a olio (prima metà del sec. XVIII ) di Giacinto Diana, della scuola del De Mura, che decorano i due altari laterali. La facciata barocca e l'imponente campanile sovrastano la piazza che costituiva il fulcro dell'antico borgo tardo-medioevale. Di facile accesso ad ogni direzione, era il luogo di ritrovo dove incontrarsi, conversare, concludere affari. Le bianche selci della pavimentazione riecheggiano ancora dei mille e mille passi che le hanno calpestate.
Procedendo lungo Corso Garibaldi troviamo la Chiesa di S. Pietro che custodisce pregevoli opere (Sacro Cuore e Sacra Famiglia di Amalia Duprè). A fianco l'antico complesso di S. Chiara, fondato nel 1367 dal barone Giovanni D'Evoli e che ha assunto nel corso della storia diverse funzioni: convento prima e carcere mandamentale dopo, è, dal maggio del 1995, sede municipale, tornato al suo antico decoro dopo un recente e accurato restauro.
La Chiesa di S. Michele Arcangelo è l'altro vertice del "triangolo religioso" all'interno della cintura urbana circolare ed è unico centro di agglomerazione sociale del primo insediamento abitativo. Più volte ricostruita, la Chiesa conserva, negli archi a sesto acuto delle due cappelle laterali, una chiara testimonianza dell'antico impianto duecentesco di importazione benedettina. Di grande valore artistico sono le tele dei due altari laterali della Madonna delle Grazie e della Madonna del Rosario.
Tra le chiese minori merita sicuramente attenzione la Chiesa di S. Maria delle Grazie, ubicata alla periferia est del centro abitato. Risalente al sec. XV, ampliata e decorata nel 1533, è stata di recente restaurata. Caratteristico è l'altare maggiore per via del monumentale retablo, articolato in uno schema modulare, connesso con una carpenteria intagliata, intarsiata e dipinta, ritmata da pilastrini divisori e da cornici. I nove dipinti di eccezionale bellezza e valore artistico si possono ascrivere al Manierismo napoletano del '600. La facciata è molto sobria e priva di decorazioni. Nella parte superiore, l'andamento elegante del cornicione del tetto ne denuncia un'appartenenza tardo-rinascimentale. Accanto alla chiesa sorge il complesso del Convento dei Cappuccini, costruito nel 1580 ed oggi alquanto modificato. Accolse i Padri Cappuccini fino al 1799, quando furono estromessi con l'instaurarsi della Repubblica partenopea. Il convento fu soppresso e confiscato con gli ordinamenti muriattiani del 1809. Fu successivamente riattivato nel 1821. Vi si insediarono i Padri Manarini, rimasti senza dimora dopo il catastrofico terremoto del 1805.
 
Il Museo dei Ferri Taglienti: situato nel cuore del centro storico di Frosolone, quasi al termine di via Garibaldi, conserva centinaia di oggetti di valore storico recuperati tra gli appassionati e tra gli eredi dei migliori lavoratori delle forbici e dei coltelli di Frosolone del secolo scorso. Sono mostrati pezzi anche di altra origine come le numerose lame da taglio militari già consegnate da varie Soprintendenze per i Beni Artistici (delle Marche, del Lazio). Parte del Museo è la bottega artigiana dove i visitatori possono assistere alla forgiatura, l'antica tecnica di lavorare le lame, eseguita da maestri artigiani di Frosolone.
 
 
 
 
 
Mostra Mercato Nazionale delle Forbici e dei Coltelli: ogni anno, dal 1996 in poi, durante il mese di agosto, viene organizzata nelle strade del centro storico, nei locali che un tempo ospitavano botteghe artigiane, una mostra-mercato nazionale delle forbici e dei coltelli. Notevole è l'affluenza di pubblico che porta a Frosolone visitatori da ogni parte d'Italia. Il Comune produce uno sforzo economico ed organizzativo sempre maggiore, ma è fuori di dubbio che esso va inquadrato in un programma più vasto che deve comprendere anche una struttura fissa ed importante come il museo dei ferri taglienti. Gli espositori provengono da tutte le località dove è fortemente sentita la passione per l'artigianato tipico e dove è economicamente importante questa attività. Durante l'ultima manifestazione sono stati ospitati oltre trenta di essi, alcuni già invitati in occasioni precedenti, tutti entusiasti di come si è svolta la mostra.  Con la completa sistemazione del museo dei ferri taglienti si potrà avere l'opportunità di organizzare momenti di vita turistica non indifferenti per l'economia della zona e sicuramente molto remunerativi per tutte le attività produttive e commerciali di Frosolone. La mostra finora ha rappresentato un'occasione di sviluppo e di pubblicizzazione del nostro centro, non solo tra gli addetti ai lavori, ma anche tra tutti i cittadini.