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mercoledì, 30 luglio 2025

LA STORIA

Alvignano è situato alle pendici dei colli Trebulani, digradanti verso la valle del medio Volturno, di fronte al Massiccio del Matese che costituisce l’anfiteatro naturale entro cui sorge questa cittadina della provincia di Caserta.
Il toponimo Alvignano deriva dal latino medioevale Albinianum, che a sua volta richiama il nome di Marcus Aulius Albinus, un aristocratico vissuto nel II secolo d.C., che fu prefetto della I coorte dei Breuci (stanziata in Illiria), e, in età matura, patrono di Compulteria e di Alife a Roma.
Le origini di Alvignano sono da ricercare proprio a Compulteria, antica città dei Sanniti Caudini, che fu presa e in parte distrutta da Quinto Fabio Massimo durante la seconda guerra punica. Divenuta in seguito municipio romano, Compulteria riacquistò l’antico splendore grazie al suo ruolo di importante nodo viario e commerciale tra l’entroterra alitano e l’Agro capuano.
L’insediamento fu quindi abbellito con la costruzione di molti monumenti (come i templi alla dea Bona e a Giunone) e di edifici pubblici (foro, basilica, acquedotto), e circondato da una cinta muraria fatta erigere dall’Imperatore Adriano nel 119 d.C. Il centro fu sede vescovile fino al termine del VII secolo, quando fu saccheggiato dai Longobardi beneventani che si muovevano alla conquista di Napoli. La distruzione di Compulteria risale al IX – X secolo e fu causata dalle incursione dei Saraceni.
Nello stesso periodo ebbe origine l’insediamento di Alvignano, prima diviso in vari casali e poi, nel corso dei secoli, sempre più unito a formare un solo borgo. Il nuovo centro fu feudo dei Normanni, degli Angioini e degli Aragonesi e seguì le vicende storiche di tutte le terre meridionali. Fu possedimento di numerose e importanti famiglie, tra le quali spiccano quelle degli Origlia, dei De Clavellis e infine dei Gaetani di Laurenzana, che lo tennero fino alla fine della servitù feudale (1806). Tra Ottocento e Novecento Alvignano si sviluppò e si trasformò: i piccoli casali, formatisi nel tempo per naturale aggregazione, si saldarono tra loro lungo la strada statale Matesina, anche se alcuni di. Durante la seconda guerra mondiale ad Alvignano risiedeva il comando tedesco, che nel 1943 era stanziato a Villa Ortensia.
[ Testo a cura del prof. Raffaele Romano ]
 

LUOGHI DA VISITARE

La Basilica di San Ferdinando, più nota agli storici con il nome di S. Maria di Cubulteria. Sorta su una precedente struttura romana, i cui resti sono visibili, già Chiesa Cattedrale nel IV secolo, la Basilica è uno dei più pregevoli monumenti di età longobarda con apporti di architettura bizantina;

Il Castello con le torri angioine aragonesi (XII-XIV sec.), formato da quattro possenti torri cilindriche angolari, di cui una funge da Mastio. Ben visibili le caratteristiche interne (i cortili, la cucina, i depositi, le cisterne, i vani abitati). Il mastio conserva in parte il suo caratteristico decoro di beccatelli in tufo e incamicia una precedente torre quadrata di origine normanna.

La cappella di Santa Maria della Natività in località San Mauro, con portalino ed affreschi rinascimentali.
Inoltre, si possono visitare le chiese parrocchiali di San Nicola di Bari, di SS. Pietro e Paolo, di S. Maria del Carmine, il Santuario dell’Addolorata e l’arcipretale di San Sebastiano Martire.