SAN LUPO
Il territorio dell' attuale Comune di San Lupo fu abitato fin dalla preistoria. La nascita del primo nucleo abitato risale al periodo tra il X e il XI secolo d.c. ad opera dei...
Fabriano, uno dei comuni più estesi d'Italia con i suoi 269,61 km² di superficie, è posta in una pittoresca vallata, circondata da colline, al di là delle quali ergono il monte Fano (mt.889), il monte Maggio (mt.1361), il monte S.Vicino (mt.1479), il monte Cucco (mt.1566) oltre il quale svetta maestoso il monte Catria (mt.1701). Il toponimo, menzionato per la prima volta nella Carta di S. Vittore n. 36 dell'anno 1040, si è prestato a varie interpretazioni, ma gli storici maggiori affermano che il vocabolo "Fabriano" trae origine dalla forma oggettivale del gentilizio "Faberius", proprietario del fondo su cui si eresse la città stessa. E' città dalle origini antichissime. Ritrovamenti presso Vallemontagnana (paleolitico medio), Collegiglioni (paleolitico superiore), Acquatina di Attiggio (neolitico), Vetralla Chiesa di San Lorenzo (villaggio eneolitico) ecc... attestano che il territorio è stato abitato fin dall'Era Preistorica. La storia di Fabriano si perde dunque nel tempo.
Il Palazzo Podestà venne realizzato nel 1255 in stile gotico in pietra bianca di Vallemontagnana. Sotto il suo corpo centrale scorreva il fiume Rivo così venne realizzato un arco detto l’arcone, che consentiva il passaggio da una sponda all’altra.
Sempre sulla piazza ci ha colpito particolarmente il seicentesco Palazzo del Comune, il Palazzo Vescovile affiancato dalla Torre dell’Orologio.
Passeggiando per le vie del centro ci fermiamo davanti all’Ex Ospedale di S.Maria del Buon Gesù, il complesso riuniva tutte le varie strutture ospedaliere della zona nel 1456. La stupenda facciata ha un portico a voltato a crociera, caratterizzato da cinque arcate a sesto acuto con finestra a bifora. Entrati nell’oratorio, siamo rimasti colpiti dallo stendardo raffigurante la Madonna del Bambin Gesù, dipinta nel 1460 dal Maestro di Staffolo. Da qui siamo entrati per visitare la Pinacoteca Civica “Bruno Molatoli”. Il museo è un insieme di opere sacre, opere sulla vita dei fabrianesi dall’ Unità d’Italia ad oggi. Abbiamo visionato i lavori de il Maestro dei Magi di Fabriano e il Maestro dei Beati Becchetti, oggetti di artigianato, arazzi fiamminghi del XVI-XVII. Anche arte moderna e contemporanea con artisti di fama come Burri, De Chirico, Fontana , Manzù e tanti altri del ‘900 Italiano.
Percorrendo le viuzze dell’abitato, tra negozi e bar, giungiamo alla Cattedrale di San Venanzio, datata 1253. All’interno ci sono numerosi dipinti manieristi e barocchi, le tele di Gregorio Preti, Salvator Rosa, Giovan Francesco Guerrieri. Nella chiesa sono presenti preziose opere di Orazio Gentileschi, pittore caravaggesco, come la “Crocifissione” e le “Storie della Passione”.

Usciti dalla cattedrale ci dirigiamo verso il Museo della Carta e della Filigrana che ha sede nell’ex Convento di San Domenico. L’attività della Carta è nata nel 1200 circa, assieme alla città, dalle sapienti mani di abili artigiani. Il percorso di visita ci ha illustrato le principali tappe della storia della carta a Fabriano: dall’arrivo e stoccaggio degli stracci in “monte”, alla spedizione delle balle in Italia e in Europa. Organizzano laboratori didattici che insegnano i vari passaggi per realizzare un foglio di carta. Anche noi abbiamo partecipato ed è stato molto interessante e divertente oltre che istruttivo. Nelle altre sale è possibile ammirare anche preziosi esempi di antiche e moderne filigrane del XIII secolo fino ad oggi utilizzate per la realizzazione di album, quaderni, agende, banconote. In una delle sale è possibile vedere la Gualchiera Medioevale Fabrianese uno speciale macchinario utilizzato per realizzare la carta, costruita in base alle tecniche usate dai famosi “Mastri Chartai”.